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Tecniche
e
psicologia
di
vendita
Relatrice:
dott.ssa
Carmen
Caldovino.
Psicologa
clinica
specializzata
in
psicologia
dell'educazione.
Docente
e
progettista
di
percorsi
formativi.
Programma
Il
corso
completo
si
articola
in
10
sezioni.
Vi
si
affronta
tutto
quanto
è
opportuno
fare
perchè
l'azione
di
vendita
possa
essere
impostata
e
realizzata
nel
migliore
dei
modi.
Nella
Sezione
1
vengono
affrontate
e
discusse
tutte
le
possibili
articolazioni
del
concetto
di
pre-approccio,
intendendo
per
tale
quel
complesso
di
azioni
che
il
venditore
deve
compiere
per
creare
le
premesse
per
il
fruttuoso
svolgimento
delle
sue
attività.
Si
tratta
di
crearsi
un
bagaglio
di
nozioni
e
cognizioni
e,
quindi,
di
organizzarsi
la
propria
azione
di
vendita.
è
una
fase
interlocutoria
cui
il
venditore
commette
sovente
l'errore
di
non
prestare
la
dovuta
attenzione.Analogamente
interlocutoria
è
la
seconda
parte
della
Sezione
1,
nella
quale
si
illustra
il
rapporto
esistente
tra
comunicazione
non
verbale
e
vendita
e
si
suggeriscono,
anche
al
fine
di
introdurre
la
più
ampia
tematica
della
comunicazione
non
verbale
in
generale,
otto
direttrici
d'uso
del
linguaggio
del
corpo
in
situazioni
di
vendita.
L'argomento
della
prima
parte
della
Sezione
2
è
quella
fase
della
trattativa
che
va
sotto
la
denominazione
di
Approccio,
visto
com.e
il
primo
contatto
fisico
tra
venditore
e
cliente.
Si
tratta
di
una
fase
spesso
brevissima,
ma
certamente
determinante
ai
fini
del
positivo
sviluppo
della
trattativa.
Vi
si
suggeriscono
le
modalità
attraverso
le
quali
il
venditore
può
provocare
nel
cliente
un'impressione
favorevole:
abbigliamento,
comportamento,
atteggiamenti,
e
cosi
via.
L'obiettivo
è
quello
di
predisporre
positivamente
il
cliente
al
venditore
ancora
prima
che
questi
abbia
lanciato
la
propria
offerta.
Nella
seconda
parte
della
Sezione
2
si
introduce
la
Comunicazione
non
verbale
in
pratica,
individuando
tre
direttrici
principali
da
tenere
costantemente
presenti:
-
identificazione
dei
cinque
canali
principali
della
comunicazione
non
verbale
-
analisi
del
significato
delle
distanze
fisiche
tra
venditore
e
cliente;
-
raffronto
tra
il
complesso
dei
messaggi
nonverbali
che
i
due
interlocutori
più
o
meno
consapevolmente
si
scambiano
e
le
luci
di
un
semaforo
stradale
Si
resta
ancora
nell'ambito
di
quella
importantissima
fase
della
trattativa
che
è
l'approccio.
Si
tratta,
come
si
è
detto,
di
una
fase
che,
a
volte,
può
durare
soltanto
una
manciata
di
minuti,
ma
dalla
quale
dipende
drammaticamente
tutto
lo
sviluppo
del
colloquio
di
vendita.
Nella
prima
parte
della
Sezione
3
si
enfatizza
innanzitutto
la
necessità
di
procedere
alla
preparazione
della
visita
per
non
lasciare
alcunchè
al
caso.
La
trattazione
viene
completata
con
l'analisi
delle
differenti
circostanze
in
cui
approccio
e
visita
di
vendita
possono
verificarsi
praticamente.
Nella
seconda
parte
si
approfondisce
ulteriormente
il
concetto
con
cui
si
è
chiusa
la
precedente
Sezione
e
si
suggerisce
tutta
una
serie
di
comportamenti
e
di
atteggiamenti,
finalizzati
al
superamento
dell'Ostacolo
Semaforo,
quasi
che
il
venditore
fosse
un
automobilista
che
attende
ad
un
bivio
di
farsi
dire
dalle
luci
del
semaforo
che
cosa
deve
fare
o
non
fare.
Vi
si
affronta
lo
sviluppo
iniziale
dell'incontro
con
il
cliente.
Nella
prima
parte
della
Sezione
4,
Venditore
e
cliente
a
contatto,
si
analizza
quel
che
accade
immediatamente
dopo
che
tra
venditore
e
cliente
si
è
consumato,
per
cosi
dire,
l'impatto
iniziale,
contrassegnato
da
quell'importantissimo
gesto
che
è
la
stretta
di
mano.
Questo
gesto,
tra
l'altro,
innesca
il
meccanismo
della
comunicazione
e
della
sua
componente
non
verbale.
Di
qui,
quindi,
si
passa
a
considerare
la
vendita
come
comunicazione,
innestando
nel
contesto
una
rapida
disamina
del
concetto
di
"prossemica",
ovvero
dell'utilizzazione
culturale
dello
spazio.
La
prima
parte
si
conclude
con
l'individuazione
delle
funzioni
della
comunicazione
in
generale,
con
la
valutazione
del
ruolo
del
linguaggio
del
corpo
nella
comunicazione
di
vendita
e,
infine,
con
la
proposta
di
alcune
norme
comportamentali
ottimali.
Nella
seconda
parte
della
Sezione
4,
si
affronta
"Ciò
che
diciamo
con
la
nostra
voce".
Oltre
alle
connotazioni
non
verbali
della
propria
voce
(di
cui
nessuno
è
chiaramente
consapevole
fino
a
quando
non
viene
ascoltata
dall'esterno),
vi
si
analizzano
e
si
mostrano
in
dettaglio
i
cinque
canali
attraverso
cui
la
comunicazione
stessa
giunge
più
o
meno
convenientemente
all'interlocutore.
Di
conseguenza,
vi
si
analizza
anche
tutto
quanto
è
necessario
non
fare
onde
evitare
di
ottenere
il
risultato
opposto,
in
particolare
cercando
di
evitare
quelle
interiezioni
che
si
frammettono
alle
parole
che
costituiscono
la
frase
proprio
quando
la
parola
giusta
tarda
a
venire
(in
genere,
per
carenza
di
convinzione
e/o
di
preparazione).
Vi
si
fa
in
un
certo
senso
un
passo
indietro.
Solitamente
il
venditore
(ma
non
soltanto
lui)
sa
benissimo
che
cosa
vuole
dire,
ma
non
altrettanto
bene
come
lo
vuole
dire.
Pertanto,
nella
prima
parte
della
Sezione
5
si
suggerisce
implicitamente
al
venditore
una
Pausa
di
riflessione
sia
per
riordinare
velocemente
le
idee
che,
eventualmente,
per
fare
ricorso
a
qualche
tecnica
di
autorilassamento,
immediatamente
prima
dell'incontro
ravvicinato
con
il
cliente.
La
seconda
parte
della
Sezione
5
è,
quindi,
dedicata
alla
Preparazione
della
trattativa,
nel
senso
di
preoccuparsi,
prima
del
già
citato
incontro
ravvicinato,
di
adottare
il
giusto
atteggiamento
psicologico
in
generale,
ma
anche
di
sincronizzare
il
proprio
comportamento
al
tipo
di
cliente
che
ha
di
fronte.
Venditore
e
cliente
sono
finalmente
di
fronte,
più
o
meno
pronti
a
dialogare.
Poichè
la
trattativa
comincia
e
si
sviluppa
a
seconda
delle
circostanze
che
l'hanno
originata
e
delle
quali
si
è
detto
nella
Sezione
3,
la
prima
parte
della
Sezione
6,
Uno
sguardo
più
attento
alla
vendita,
è
dedicata
all'analisi
di
ciò
cui
il
venditore
si
trova
di
fronte
e
che
deve
capire
perchè
la
trattativa
cominci
sotto
i
migliori
auspici.
Molto
importante
è
gettare
uno
sguardo
sul
mercato,
sulle
vie
spesso
tortuose
che
lo
percorrono
e
sui
suoi
sviluppi,
sempre
più
profondi
e
complessi.
Nella
seconda
parte
della
Sezione
6
ci
si
concentra
particolarmente
su
L'apertura
della
trattativa,
a
cominciare
dal
primo
impatto
visivo
con
il
cliente,
fino
a
proporre
l'analisi
critica
di
un
modello
di
apertura.
Si
conclude
l'argomento
con
la
proposta
analitica
dei
cosiddetti
fondamentali
di
una
buona
apertura.
Nella
prima
parte
della
Sezione
7
si
affronta
la
Teoria
della
motivazione,
non
soltanto
in
un'ottica
diciamo
cosi
filosofica,
ma
anche
pratica.
Si
vogliono
fornire
al
venditore
gli
strumenti
culturali
per
individuare
e
comprendere
le
ragioni
per
cui,
a
prescindere
dalla
funzionalità
oggettiva
del
prodotto
oggetto
della
trattativa,
il
cliente
compra
o
non
compra.
Vi
si
procederà,
pertanto,
all'analisi
del
processo
di
trasformazione
della
motivazione
in
senso
assoluto
in
"motivazione
d'acquisto".
Nella
seconda
parte
della
Sezione
7
si
passa
dal
quadro
teorico
a
quello
pratico
e
specifico
per
proporre
quell'Analisi
dei
bisogni
senza
la
quale
il
venditore
non
saprà
mai
quale
tra
le
caratteristiche
del
prodotto
che
offre
sia
la
vincente,
ovviamente
nell'ottica
del
cliente.
Il
processo
di
analisi
si
svolge
in
tre
fasi,
basate
sulle
differenti
tipologie
di
linguaggio
utilizzate
dal
cliente:
visivo,
uditivo
e
attivo.
Anche
in
questo
caso,
la
materia
si
completa
con
un
modello
da
valutare
criticamente
e,
naturalmente,
con
i
fondamentali
di
una
buona
analisi.
L'oggetto
della
trattativa
è
ovviamente
il
prodotto
o
servizio
che
il
venditore
propone.
è
la
cosiddetta
Proposta
d'acquisto
che
va
necessariamente
completata
dalla
dimostrazione
che,
il
prodotto
o
servizio
oggetto
della
trattativa
ha
l'effettiva
capacità
di
soddisfare
il
bisogno,
o
i
bisogni,
appena
individuati.
Poichè
il
cliente
non
acquista
il
prodotto
in
quanto
tale,
bensi
per
i
vantaggi
che
ne
può
ricavare,
è
molto
importante
procedere
alla
trasformazione
delle
caratteristiche
del
prodotto
in
vantaggi
che
viene
proposta
in
profondità
nella
prima
parte
della
Sezione
8.
Nella
seconda
parte
della
Sezione
8,
la
Presentazione
del
prodotto
viene
considerata
innanzitutto
nell'ottica
della
personalizzazione,
cioè
della
identificazione
tra
i
bisogni
del
cliente
e
i
vantaggi
connaturati
alle
caratteristiche
del
prodotto
offerto
e,
quindi,
nell'ottica
del
mantenere
desta
l'attenzione
del
cliente.
Il
tutto
trova
riscontro
ancora
una
volta
nel
modello
di
presentazione
e
nella
sua
analisi
critica.
è
in
un
certo
senso,
l'inevitabile
conseguenza
del
precedente.
è,
di
fatto,
impensabile
che
il
cliente
prenda
come
oro
colato
tutto
ciò
che
il
venditore
gli
dice;
egli
proporrà
delle
obiezioni
cui
occorre
necessariamente
dare
una
replica
soddisfacente.
è
importante
chiedersi
Perchè
il
cliente
obietta?
Di
fatto,
le
obiezioni
possono
rappresentare
una
sorta
di
meccanismo
di
fuga,
ma
anche
essere
funzionali
alla
positiva
conclusione
della
trattativa.
Nella
prima
parte
della
Sezione
9
l'argomento
viene
affrontato
in
una
prospettiva
molto
ampia,
che
include
l'analisi
delle
ragioni
che
possono
dare
vita
alle
obiezioni,
dei
possibili
tipi
di
obiezioni
e,
finalmente,
una
sorta
di
iter
comportamentale.
Nella
seconda
parte
della
Sezione
9,
La
replica
alle
obiezioni,
si
enfatizza
la
strettissima
correlazione
che
c'è
tra
il
linguaggio
del
corpo
che
accompagna
la
formulazione
delle
obiezioni
e
il
linguaggio
del
corpo
che
accompagna
la
relativa
replica.
Vi
si
propone,
quindi,
l'ormai
immancabile
modello
per,
l'altrettanto
immancabile
analisi
critica
di
questo
e,
finalmente,
i
fondamentali
di
una
buona
replica.
La
prima
parte
dell'ultima
Sezione,
Modi
e
tempi
della
chiusura
comincia
con
l'esame
dei
motivi
per
cui,
molto
spesso,
il
venditore,
al
momento
di
raccogliere
il
frutto
dei
suoi
sforzi,
si
lascia
prendere
dall'angoscia
e
perde
il
controllo
della
situazione,
mettendo
a
repentaglio
tutto
il
lavoro
compiuto.
Vi
si
passa,
poi,
all'identificazione
delle
circostanze
suscettibili
di
suggerire
al
venditore
che
è
il
momento
di
concludere.
Nella
seconda
parte
della
Sezione
10,
La
chiusura,
si
propongono
e
si
illustrano
tre
grandi
tipologie
di
chiusura,
tutte
collegate
alle
tipologie
di
linguaggio
già
proposte
in
una
precedente
Sezione.
Vi
si
presenta,
quindi,
l'ormai
solito
modello
di
chiusura
con
relativa
analisi
critica
del
modello
stesso
nonchè
i
fondamentali
di
una
buona
chiusura.

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